FSAmbiente di Fabiana Crivaglia – P.IVA 03710310131

La valutazione del rischio legionella

Cos’è la legionella

Con il termine legionellosi si indicano tutte le forme morbose causate da batteri gram-negativi aerobi del genere Legionella. È un microrganismo ubiquitario, cioè ampiamente diffuso in natura e si trova principalmente associato alla presenza di acqua. La legionella può contaminare sia gli ambienti naturali come laghi, corsi d’acqua, acque termali, sia quelli artificiali come acque condottate cittadine, impianti idrici degli edifici, piscine e fontane.

Si possono rilevare concentrazioni elevate di Legionella in condutture sottoposte ad inadeguata manutenzione, o in impianti di climatizzazione dell’aria costituiti da torri di raffreddamento, condensatori evaporativi o umidificatori dell’aria.

Come si manifesta la legionellosi

Colonia di Legionella Pneumophila – foto dal web

La specie più frequentemente coinvolta nei casi di infezione dell’uomo è la Legionella Pneumophila alla quale sono addebitati circa il 90% dei casi di legionellosi: può manifestarsi in forma di polmonite, febbre extrapolmonare o subclinica.

Il periodo di incubazione generalmente varia dai due ai dieci giorni ed i primi sintomi si manifestano tra i tre e i sei giorni dopo l’esposizione. Alla febbre, brividi, cefalea e dolori muscolari, seguono tosse secca e difficoltà respiratorie, che in alcuni casi progrediscono fino ad una polmonite grave.

Modalità di trasmissione della legionellosi

L’infezione da Legionella non si trasmette da persona a persona. Il contagio avviene esclusivamente attraverso il contatto dell’uomo con i batteri contenuti in sostanze aerodisperse, cioè disperse nell’ambiente, unico serbatoio naturale. La legionellosi viene quindi generalmente contratta per via respiratoria, mediante inalazione o microaspirazione di un aerosol, cioè una sospensione di particelle e corpuscoli nell’aria, in cui è contenuto il batterio.

L’aerosol può essere costituito dalle minuscole gocce generate da uno spruzzo d’acqua, o dall’impatto dell’acqua su superfici solide. Più le particelle sono piccole, più sono pericolose perché raggiungono più facilmente le basse vie respiratorie. Ad esempio può generarsi in caso di:

  • semplice apertura di un rubinetto o di una doccia;
  • azionamento dello scarico di impianti igienici;
  • attivazione di impianti di irrigazione di giardini;
  • scorrimento di fontane ornamentali, specialmente in ambiente interno;

Oppure durante il normale utilizzo di:

  • vasche per idromassaggio e piscine;
  • bagni turchi e aree adibite a sauna;
  • apparecchiature per la terapia respiratoria assistita;

O anche in seguito all’accensione o il funzionamento di:

  • sistemi di ventilazione e condizionamento dell’aria;
  • torri di raffreddamento e condensatori evaporativi.

La presenza di sedimenti organici, ruggini, depositi di materiali sulle superfici dei sistemi di stoccaggio e di distribuzione delle acque facilita l’insediamento e la proliferazione dei batteri. Quest’evenienza, oltre ai luoghi pubblici o gli impianti industriali, riguarda anche le abitazioni private. Un periodo di inattività dell’impianto idrico superiore ai 15 giorni, o delle tubature arrugginite, può causare la proliferazione delle muffe su cui poi i batteri della Legionella andranno a moltiplicarsi. Fortunatamente, posto che i gestori della rete idrica controllino periodicamente le concentrazioni di Legionella nei rami di condotte comuni, questa ipotesi è di probabilità limitata.

La sorveglianza speciale della legionellosi

A causa dell’ubiquità del batterio e delle facili occasioni di infezione, le attività di prevenzione e di controllo da implementare sono molto complesse e richiedono grande impegno e competenze a vari livelli dell’organizzazione sanitaria.

Infatti l’infezione da legionella è riconosciuta come uno dei principali problemi di Sanità Pubblica a livello globale e, in quanto tale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la sottopone a sorveglianza speciale. Essa rientra nell’elenco delle malattie di classe II di cui al D.M. 15.12.1990, ed è quindi soggetta a segnalazione e notifica obbligatoria. Inoltre, essa è sottoposta al sistema di sorveglianza speciale nazionale, in capo all’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Clicca qui per scaricare il D.M. 15/12/1990

Come difendersi dalla legionella

Il batterio della legionella non sopravvive a lungo a temperature superiori ai 50°. Pertanto, in ambito domestico, per scongiurare il pericolo di infezione dopo un periodo di inattività delle condutture, potrà essere sufficiente aprire tutti i rubinetti lasciando scorrere acqua calda a 60° per una quindicina di minuti. Infatti queste sono le condizioni necessarie per eliminare tutti i focolai batterici e scongiurare il rischio di un’eventuale di presenza di legionella.

Fabiana Crivaglia
FSAmbiente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.