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Obbligatorietà del CPI (Certificato di Protezione Incendi)

Che cos’è il Certificato di Prevenzione Incendi

La documentazione prevista per la sicurezza nelle aziende include una lista piuttosto lunga di adempimenti. Tra questi, il Certificato di Prevenzione Incendi è uno dei più rilevanti, sia per l’importanza in tema di tutela della salute, ma anche per la gravità delle sanzioni in caso di irregolarità.

Questo certificato, comunemente abbreviato con la sigla CPI, attesta che il possesso da parte dell’azienda dei requisiti di sicurezza antincendio previsti dalla normativa sulla prevenzione degli incendi, e viene rilasciato dal comando provinciale dei vigili del fuoco a seguito di un sopralluogo.

La normativa antincendio

La legislazione in materia di antincendio negli ultimi anni si è evoluta verso misure più attuali e semplici da applicare, portando alla pubblicazione del DPR n°151/2011. Questo decreto, oltre a snellire la burocrazia precedente estendendo l’utilizzo dell’autocertificazione, introduce l‘informatizzazione di molte procedure ed un criterio di proporzionalità tra gli adempimenti amministrativi, le dimensioni dell’impresa e il settore di attività.

Clicca qui per scaricare il DPR n°151/2011

Infatti, la normativa elenca una lista delle 80 tipologie di attività considerate a maggior rischio in caso d’incendio e stabilisce l’obbligo di certificato di prevenzione a seconda di:

Settore di appartenenza

  • gas,
  • sostanze combustibili o esplosive,
  • officine meccaniche e falegnamerie,
  • tipografie,
  • fabbriche tessili o di materie plastiche,
  • calzaturifici,

ed altri.

Caratteristiche e dimensioni delle sedi e degli impianti

  • oltre 300 dipendenti,
  • edifici con altezza superiore a 24 m,
  • depositi con superficie superiore a 1000 m2
  • impianti termici superiori a 116 kW,
  • gruppi elettrogeni superiori a 25 kW,

ed altri

Sicurezza pubblica

  • cinema, teatri, studi cinematografici,
  • impianti fieristici, sportivi, palestre,
  • campeggi, villaggi turistici,
  • scuole e ospedali,
  • aeroporti, stazioni ferroviarie e marittime,

ed altri.

Queste attività sono a loro volta divise in 3 categorie di rischio, ciascuna con differenti adempimenti procedurali.

Clicca qui per scaricare la tabella comparativa ai sensi del DPR 151/2011

Questo elenco è fornito a titolo di esempio, e non esaurisce i casi in cui le aziende hanno comunque l’obbligo di rispettare le norme antincendio in vigore.

Procedure per il rilascio e rinnovo del CPI

L’obbligo di richiedere il CPI ricade sul titolare che, prima di iniziare l’attività lavorativa, dovrà presentare un’istanza ai Vigili del Fuoco inoltrando la necessaria documentazione amministrativa e tecnica ed attendere l’eventuale ispezione e, in caso di esito positivo, il rilascio del certificato.

La durata tipica del CPI è di cinque anni, a meno di modifiche alla struttura o ai processi di lavoro, nuova destinazione dei locali, variazioni quantitative o qualitative delle sostanze pericolose utilizzate.

Quindi, alla sua naturale scadenza, o nel caso di variazioni delle condizioni di sicurezza antincendio, occorre inviare una richiesta di rinnovo del CPI, corredata dell’opportuna documentazione.

Le sanzioni per omissioni o irregolarità sono molto pesanti: oltre all’ammenda possono prevedere la reclusione fino a 1 anno in caso di mancata richiesta del certificato per attività a rischio, e fino a 3 anni per false dichiarazioni nella documentazione.


Il Certificato di Prevenzione Incendi è uno degli aspetti più importanti della sicurezza in azienda

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