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La valutazione del rischio radon

Il Radon è un gas naturale radioattivo, inodore, insapore e incolore. Proviene dal decadimento di un radioisotopo molto diffuso sulla crosta terrestre con concentrazioni variabili in funzione della particolare conformazione geologica. Il tempo di dimezzamento della sua attività è di 3.82 giorni. Rimane per la parte prevalente intrappolato nella matrice solida nella quale avviene il decadimento e solo una piccola frazione emerge dal suolo per disciogliersi nelle acque o diffondersi nell’aria. In spazi aperti è diluito dalle correnti d’aria e raggiunge concentrazioni piuttosto basse. Al contrario, in un ambiente chiuso come un’abitazione, può accumularsi e raggiungere alte concentrazioni.

Come avviene la contaminazione da radon

Il Radon è un gas nobile non reattivo che, allo stato puro, non si deposita nei polmoni ma viene rapidamente espulso. I suoi effetti più dannosi derivano dai suoi discendenti radioattivi solidi presenti nell’aria. Essi sono legati al pulviscolo atmosferico e, una volta inalati, si depositano nell’epitelio bronchiale rilasciando dosi significative di radiazioni che possono produrre tumori polmonari.

La concentrazione del radon nei luoghi chiusi

L’unità di misura della concentrazione di radon in aria è il Bq/m3. Il Becquerel (Bq) indica il numero di decadimenti di radon che avvengono in un secondo. La concentrazione del radon nei diversi luoghi chiusi assume valori imprevedibili ed assai variabili, che dipendono da molteplici fattori ambientali e strutturali:

  • permeabilità dei materiali,
  • tipologia e struttura degli edifici,
  • presenza di aperture per il passaggio di cavi e condotte,
  • crepe o fessurazioni,
  • presenza di acque terrestri,
  • livello e modalità di aerazione

Inoltre la concentrazione del radon nei luoghi chiusi varia nel tempo in dipendenza di fattori climatici, o a questi collegati:

  • maggiori temperature,
  • diminuzione pressione,
  • grado di umidità e polverosità,
  • riscaldamento artificiale,
  • impianti aerazione.
  • Lo troviamo principalmente in:
  • tunnel, sottovie,
  • catacombe, grotte,
  • locali sotterranei o interrati
  • stabilimenti termali

Inoltre è probabile rilevarne elevate concentrazioni in ogni altro ambiente di lavoro situato in zone individuate dalle Regioni e Province Autonome come esposte ad alta attività di Radon.

Fonte: Istituto Superiore di Sanità.

ATTENZIONE: Il valore di concentrazione medio regionale non dà nessuna indicazione sul livello di radon nella propria abitazione o luogo di lavoro. Per conoscere la concentrazione di radon nel proprio ambiente è indispensabile effettuare una misurazione con personale qualificato e strumenti adeguati.

Come prevenire la contaminazione da radon

Se le attività lavorative o parte di esse vengono svolte in luoghi chiusi o interrati, occorre evitare qualsiasi danneggiamento o lavorazione al di fuori del normale ciclo di lavoro che possa compromettere l’integrità della struttura (crepe, fessurazioni…)

Nei casi di esposizione sporadica o di debole intensità, quali brevi attività in luoghi chiusi ed interrati, non è necessario procedere alla notifica, alla misurazione, alla sorveglianza sanitaria. Invece, qualora le condizioni di utilizzo presentino rischi per la salute, si deve procedere alla misurazione.

Cosa fare in caso di misurazioni con risultato positivo al radon

  • Se i valori misurati di concentrazione di attività del radon nell’aria risultano superiori all’80% del valore del pertinente ‘livello di azione’, il luogo deve essere tenuto in osservazione con l’effettuazione di nuove misurazioni nel corso dell’anno successivo.
  • Se i valori misurati sono superiori al valore del livello di azione, l’esercente del luogo, avvalendosi dell’esperto qualificato, deve porre in essere, entro 3 anni, azioni di rimedio e procedere a nuove misurazioni per verificarne l’efficacia.
  • Se le nuove misurazioni, dopo l’adozione delle azioni di rimedio, forniscono valori della concentrazione di attività del Radon ancora superiori al valore del ‘livello di azione’, l’esercente è tenuto ad adottare le misure di protezione sanitaria dei lavoratori, con sorveglianza fisica e medica, analogamente a quanto previsto per le esposizioni alle radiazioni ionizzanti normalmente utilizzate in talune attività lavorative.

Fabiana Crivaglia
FSAmbiente


La valutazione del rischio di contaminazione da radon ed altre sostanze pericolose (agenti chimici, cancerogeni e mutageni, etc.) è un aspetto fondamentale del DVR della tua azienda. Contattaci senza impegno per scoprire cosa fare per rispettare tutti gli adempimenti di legge e garantire la massima sicurezza per te ed i tuoi dipendenti.

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